Pirolisi, la tecnologia del futuro

Vi ricordate la scena del film "Ritorno al futuro 2" quando il dott. Doc alimenta la futuristica auto con l'immondizia? Bene, questo può diventare realtà. C'è un modo di bruciare conbustibili organici secchi, producendo gas che può essere usato per cucinare o per autotrazione. Il segreto consiste nel bruciare scarti organici in ambiente privo di ossigeno, ciò che succede è una scissione molecolare che produce in syngas e come residuo produce il biochar che è un ottimo fertilizzante, e non inquina.

Il problema era creare il vuoto nel quale far bruciare la legna, ma anche questo è stato risolto. Nathaniel Mulcahy, della Worldstove, un'azienda tortonese che ha inventato la Lucia stove, ha crerato una caldaia che brucia biomassa e sequestra il CO2 prodotto nella carbonella che si produce come residuo.

Nel video viene mostrato in pratica come funziona questa fantastica invenzione. Ci vuole un barattolo bucherellato nel quale introdurre del pellet. Si accende in superficie magari con un po' di alcool. Quello che succede è che la fiamma stessa a creare un ambiente privo di ossigeno, per cui non brucia il legno ma il gas che si sprigiona da esso. Infatti non fa fumo e la fiamma è bluastra.

Con opportuni accorgimenti è possibile potenziare l'effetto calorico di questa stufetta ed ottenere acqua calda in pochi secondi.

E' superfluo dire che il sig Mulcahy non è riuscito a trovare in Italia un consorzio disposto ad industrializzare il suo brevetto, per cui ha dovuto andarsene ad Haiti. Il suo scopo infatti è quello di fornire alle popolazioni povere il modo di cucinare senza produrre fumi dannosi per l'organismo, e questo con la pirolisi è possibile.

Autore gerrycaputo
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Il video e l'immagine di anteprima sono proprietĂ  del canale Youtube Marco Magrini. Nel nostro blog vengono solamente incorporati tramite tag iFrame.
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