-Però- Satira di Trilussa che descrive il Potere e le sue regole

Il nome Trilussa è stato attribuito a Carlo Alberto Salustri, famoso esponente della poesia dialettale italiana, semplicemente anagrammando il cognome.
Trilussa fu un poeta romano, brillante, vissuto tra il 1873 e il 1950 e conosciuto per le sue poesie in dialetto romanesco e per la satira pungente, diretta verso i sistemi politici di quel tempo ma sempre attuale.

L'infanzia di Trilussa fu vissuta in povertà e la sua fama comincia dalle strade e dalle taverne, da cui Trilussa trasse l'ispirazione per le sue poesie.
La satira di Trilussa si riferisce ad un un periodo diverso da quello dei giorni nostri. È una satira di costume, in cui si prendono in giro sopratutto i politici di quel tempo e si fanno delle riflessioni sul sistema politico e sull'approccio del popolo nei confronti della politica che non differisce molto da quello di oggi.

I rapporti tra politica e popolo, oggi, sono abbastanza simili a quelli descritti da Trilussa, perché il sistema non è cambiato. Cambia solo il nome del tipo di regime. Oggi si chiama "Democrazia" (Governo del Popolo Sovrano), ieri si chiamava "Monarchia" e poi "Dittatura Fascista", ma, in sostanza, non è cambiato nulla.

Tutto si muove come prima e anche peggio. Chi governa chiede, con grandi discorsi millantatori, il consenso generale, cercando di isolare chi non la pensa allo stesso modo e sforzandosi di dargli una visibilità quanto più negativa possibile con i mezzi a sua disposizione.
Trilussa, comunque, è stato un grande della poesia dialettale romanesca, che, come in questa poesia in dialetto, ha dimostrato grande sottigliezza ed arguzia, facendo capire che sempre la parola "Governo" viene scambiata con la parola "Potere".
Autore gaetano1954
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