Micerino e la Piramide Dipinta

Attualmente la Piramide di Micerino raggiunge un'altezza di 62 metri, il rivestimento della parte superiore in calcare fino è scomparso e quello in granito rosa fu in parte rimosso ed usato nel 1827 dal pascià Muhammad Alì per provvedere alla costruzione dell'Arsenale di Alessandria.

Violata forse durante il Primo Periodo Intermedio, fra il XII e il XIII secolo, la costruzione fu danneggiata nel lato nord dagli Arabi, che vi aprirono una grossa breccia. Tuttavia nel giugno 1837, quando Perring e Vyse decisero di esplorarla, non sapevano assolutamente dove si trovasse l'ingresso. Sviluppando i precedenti tentativi di Caviglia, essi iniziarono le ricerche della gigantesca cavità aperta dagli Arabi: di lì scavarono nel massiccio cunicolo che, scende fino alla base della piramide.

Non avendo incontrato, nonostante le ramificazioni scavate a diversi livelli, tracce di un appartamento funerario, decisero di liberare la base nord della piramide, dove si era accumulata una grossa quantità di blocchi caduti. Il 29 luglio, a 4 m dal suolo, fu trovata l'entrata. Il corridoio discendente, ostruito da materiali provenienti dall'esterno e da sabbia, dopo aver attraversato la muratura e la roccia, si trasformava nel tratto orizzontale in un'anticamera, decorata sulle pareti da una serie di nicchie in forma di strette e lunghe false porte.

Oltre a questo locale, attraverso un ambiente che doveva aver contenuto tre saracinesche e un ultimo breve tratto di corridoio, si giungeva a una camera in cui c'era il sarcofago di Micerino.

Autore Nova
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