Mérida, la capitale della Lusitania

Creata da Augusto, la provincia della Lusitania era tutta proiettata verso l'Atlantico e comprendeva, oltre alla maggior parte dell'odierno Portogallo, alcune regioni dell'attuale Spagna.

Il popolamento e l'urbanizzazione registrano gli indici più bassi della Penisola Iberica: nel piano di romanizzazione promosso da Cesare e da Augusto fu privilegiata soprattutto la parte interna della regione. Specie in età adrianea fu incrementato lo sfruttamento delle miniere del distretto meridionale di Vipasca (Aljustrel), dove sono strati trovati i resti di un villaggio di minatori e da cui proviene la celebre legge che regolava l'estrazione mineraria e le conseguenti questioni economiche.

Capitale della provincia fu Augusta Emerita (Mérida), che oggi si trova in Spagna, a circa 70 km dalla frontiera portoghese. La città, posta al centro dell'odierna Estremadura, fu fondata intorno al 25 a.C. dai veterani delle due legioni, che avevano preso parte alle campagne cantabriche condotte da Augusto.

Mérida ebbe all'inizio funzione di avamposto o di presidio militare, ma ben presto divenne capitale della provincia. Fu un importante nodo stradale e porto commerciale sul fiume Anas, valicato da un grande ponte a sessanta arcate, uno dei più famosi della Spagna romana, insieme con quello di età adrianea chiamato dagli Arabi Alcàntara. Una splendida opera d'ingegneria realizzata su Tago presso Càceres.

All'interno della città i due assi stradali, ossia il cardo e il decumanus, s'incrociavano ad angolo retto nel luogo dove forse anticamente si trovava il Foro, sul quale pare si affacciasse il tempio principale. Gli scavi hanno rimesso in luce alcuni tratti della cinta urbana, che venne ampliata in epoca tardoimperiale.

Autore Nova
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