Le verità sulla Germania che la Merkel vuole nascondere

E' ufficiale: la povertà è in aumento anche in Germania. Ulrich Schneider, direttore del Paritätischem Wohlfahrtsverband, ha reso noto che la povertà in Germania ha raggiunto livelli che non si vedevano dai tempi della riunificazione tra Germania Ovest e Germania Est.

Eppure se leggiamo i giornali e guardiamo i dati economici, il paese della cancelliera Angela Merkel sembra godere di ottima salute. La Germania esporta tantissimo, realizza una plusvalenza di oltre 200 miliardi di euro, una parte dei quali sono derivanti da quote di mercato strappate al nostro paese, che non riesce a reggere la concorrenza tedesca, dove il costo del lavoro e la pressione fiscale sono più basse, l'elettricità costa meno (fattore di primaria importanza per certe industrie) e sopratutto, costa meno avere accesso al credito dalle banche. Le imprese tedesche ottengono credito dalle banche ad un tasso di interesse molto inferiore a quello praticato alle nostre aziende.

E allora come mai i poveri sono aumentati anche in Germania? La disoccupazione in Germania è minore rispetto alla media UE, ma moltissimi posti di lavoro sono di manovalanza sottopagata. E' il caso delle decine di migliaia di addetti del settore degli allevamenti suini, caposaldo dell'economia tedesca: si tratta di lavoratori stranieri, che fanno orari massacranti per stipendi da fame. Ne ha parlato nei mesi scorsi un'ottima inchiesta della rivista "L'Internazionale", intitolata "il costo del maiale".

Sono milioni inoltre i tedeschi che risultano "occupati" ma che svolgono un cosiddetto "Mini job", una tipologia contrattuale che in Germania ha riscosso molto successo, in quanto molto conveniente per le imprese. I lavoratori, impiegati part-time, generalmente percepiscono una somma non superiore ai 400€, una vera e propria miseria. Se le persone che sopravvivono con i mini-job fossero inclusi tra i disoccupati, la soglia della disoccupazione tedesca crescerebbe sensibilmente, diventando simile a quella italiana. Certo, chi fa i "mini job" non è disoccupato, ma con gli stipendi che ci sono in Germania, uno che prende 400€ al mese nemmeno si può considerare un "occupato". I mini-job sono il classico lavoro "meglio di niente" in attesa di migliore collocazione, che talvolta però non arriva. E molti tedeschi soprav-vivono con i mini job per lunghi anni.

La verità è che la ricchezza è distribuita male; le fabbriche sono sempre più automatizzate e richiedono poca manodopera, le grandi multinazionali realizzano profitti stellari, che vengono conteggiati nell'economia di una nazione, ma sono soldi che non circolano tra la popolazione, non fanno girare l'economia. Sono i soldi dei grandi capitali.

Gli operai della VolksWagen, che percepiscono uno stipendio molto alto, e cospicui premi di produzione, certamente non sono rappresentativi dell'operaio tedesco "medio", bensì sono da considerare lavoratori privilegiati.

L'idea della Germania ricca, isola felice, dove c'è lavoro, dove gli stipendi sono molto alti e tutto costa la metà, che si è diffusa ultimamente sul web, è sempre più un miraggio. Un "sogno americano" in salsa europea.
Autore veritanwo
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