La struggente Lettera di un Figlio Gay cacciato da Casa dai Genitori

Un giovane ragazzo, si ritrova a dover affrontare una situazione davvero pesante: il rifiuto da parte dei suoi genitori dopo aver scoperto dell'omosessualità del figlio.

Un giorno, per caso, mentre sua madre sta sistemando la camera del figlio, si ritrova tra le mani un diario. Sorride, tentata ad aprirlo immaginando di trovarlo pieno di foto di innamorate, ma ciò che si ritrova davanti è tutto il contrario di ciò che aveva immaginato. Un diario con poesie e dediche dove nessuno dei soggetti era di sesso femminile, dove alcune foto che ritraevano il figlio abbracciato ad un ragazzo, con le immagini ricoperte di cuori, non lasciavano spazio ad alcun dubbio. La madre con le mani tremanti ed il cuore in gola chiama il marito, per mostrargli ciò che aveva trovato. Il marito incredulo sfoglia quelle pagine che stavano svelando la vera natura di loro figlio, una natura che fece sfociare dentro i cuori di quei genitori solo rabbia e vergogna.

Il ragazzo si ritrova a rientrare in casa tranquillo, pensava d'essere da solo in casa perché dopo aver chiamato "Mamma!" e "Papà!" non ha avuto risposta alcuna. Arrivato in camera sua si ritrova davanti i genitori, i loro occhi però non erano più quelli dei suoi genitori, e con il cuore a mille si accorse di ciò che aveva in mano suo padre. L'uomo si avvicina al figlio e gli urla: "Come hai potuto farci questo!?", mentre lo strattona con ferocia. La madre non interviene assolutamente, piuttosto piange, delusa e amareggiata, come se il figlio avesse fatto loro la peggiore delle mancanze. Il ragazzo, scosso ed impaurito dalle urla del padre che si rivolge a lui chiamandolo "Schifoso!", mentre lo tratta con estremo disprezzo. Riempendolo di offese e tirandolo per la maglietta lo spinge fuori dalla stanza mentre gli ripete di sparire, di non farsi più vedere. "Sei morto! Per noi sei morto, hai capito?!"

Questi ed altri insulti lo accompagnano verso l'uscita di casa, sbattuto fuori come il peggiore degli individui, con la madre in lacrime che lo guarda con disgusto, si trattiene sull'uscio di casa per tirargli contro il diario, quel diario che lui credeva fosse un amico fedele capace di custodire i suoi segreti. La porta di casa viene chiusa con forza, quel boato lo ricorderà per sempre. Un incubo che lo rende incredulo, pauroso, e che lo fa sentire incredibilmente solo. Il ragazzo non avendo dove andare rimane in strada con il suo zaino, ma quando arriva la sera, un gruppo di balordi, lo getta a terra derubandolo di tutto. L'incubo si fa ancora più orrendo, si vede infatti costretto a dormire per strada, a terra, come se fosse figlio di nessuno. La disperazione ed il senso di abbandono lo vedono costretto a vagare senza meta.

Mentre vaga lungo la strada un uomo a bordo della sua auto, con uno sguardo senza scrupoli, gli propone del denaro, in cambio di una prestazione sessuale. Il ragazzo dopo aver afferrato i soldi cerca di scappare ma l'uomo lo rincorre e lo getta sull'asfalto, poi abusa di lui che rimane quasi impassibile in quell'incubo che non sta avendo una fine. Il ragazzo non ha più stima di se stesso, vive con sofferenza e solitudine e per guadagnarsi da vivere intraprende la vita di strada, oramai senza l'affetto di nessuno mette in vendita il suo corpo quasi come per punirsi. In un momento di grande disperazione il ragazzo trova la forza di scrivere una lettera per i suoi genitori, che da quel giorno in cui l'hanno sbattuto fuori di casa riempendolo d'insulti, non si sono degnati di cercarlo in nessun modo.

LA STRUGGENTE LETTERA CHE DEDICO' AI GENITORI:

"Mamma, papà, sono io, quello che fino a poco tempo fa era vostro figlio. So che qualcun altro al mio posto vi odierebbe, io invece soffro non solo per me, ma anche per voi. Io non volevo deludervi, non volevo farvi del male. In quel diario c'era una parte di me che non vi avevo mai svelato, anche se tu mamma il mio primo fidanzato l'hai conosciuto, era Kevin, quello che ti stava simpaticissimo e che spesso ti portava i tuoi dolcetti preferiti. Mamma, tu eri così felice quando Kevin era a casa nostra. Ti ricordi quando hai preparato la torta di mele solo perché ti aveva detto che era la sua preferita? Eri contenta del fatto che lui mi aiutasse con i compiti di matematica, ed eri fiera di me quando ti portavo un bel voto, e poi mi premiavi, con un regalo o con i biscotti che mi piacevano tanto, quelli al cocco. Mi sembra di sentirne il profumo. A volte mi concentro cercando di sentire il profumo di casa nostra, con le lenzuole pulite e le tue pentole piene di cose buone da mangiare.

Adesso io vivo nello sporco, e non parlo solo di sporco a livello igienico. La mia vita è sporca, perché voi avete deciso che io sono sporco, e mi avete gettato via, come se fossi un sacco pieno di immondizia. Le lacrime non smettono di scendere mentre penso a quando tu papà mi dicevi che volevi essere non solo un padre per me ma anche un amico. Forse adesso non merito più nulla? Forse adesso che sapete che sono gay merito solo il peggio? Chissà se vi chiedete come sto e dove sono finito. Vivo con le ultime immagini che ho vissuto con voi impresse nella mente, con le vostre parole di disprezzo che mi rimbombano nel cervello. E mi chiedo se davvero mi sono meritato tutto questo, se quello sbagliato sono io, se non merito felicità né affetto. Vedersi sbattere fuori di casa dai propri genitori, da quelli che poche ore prima ti avevano salutato con un affettuoso bacio e che ti chiedevano con il sorriso se avevi abbastanza soldi nel portafogli, è stato davvero orribile.

Il mio sonno, quelle poche ore di sonno, sono caratterizzate da incubi, mi sveglio sudato e tremante, da solo, nel mio dolore. Mi hanno rubato il cellulare, il portafogli e tutto, e ho perso la dignità vendendo il mio corpo. Mamma, ho provato tramite una cabina a chiamare casa decine di volte ma come senti la mia voce riattacchi la cornetta. Non vi disturberò più mamma e papà, ho capito d'essere la vostra vergogna e che di me non ve ne importa più nulla, o almeno questo è quello che dimostrate. Nonostante tutto, continuo a volervi bene, e mi mancate… tantissimo.

Lucas"

Purtroppo questa lettera non è mai stata spedita poiché Lucas, disperato, quella stessa notte si è tolto la vita gettandosi da una finestra. Quando il suo corpo fu ritrovato senza vita, la lettera era nella tasca destra dei pantaloni che indossava, insieme al bracciale che gli avevano regalato i suoi genitori, per il suo ultimo compleanno, l'unico oggetto che ricordava casa che gli era rimasto.

Il video che vi alleghiamo contiene le toccanti immagini che descrivono l'accaduto, con la bellissima colonna sonora di "L'amore merita", brano contro l'omofobia cantato da Simonetta Spiri, Greta Manuzi, Roberta Pompa e Verdiana Zangaro, tutte giovani cantanti Italiane di talento.

Autore Strega
Vota questo articolo
Il video e l'immagine di anteprima sono proprietĂ  del canale Youtube HELIX ANA. Nel nostro blog vengono solamente incorporati tramite tag iFrame.
Guarda il video
Condividi

Lascia il tuo commento!

Newsletter

Seguici per rimanere sempre aggiornato!