La Sfinge - Tutto quello che c'è da sapere!

Quando si parla di Giza, e particolarmente della piramidi di Chefren, è impossibile ignorare la Sfinge.

La Sfinge fu modellata nel volto a immagine del re Chefren, che in questo modo diventata il custode simbolico della necropoli. Per l'estrema friabilità della pietra, la sabbia spinta dal vento ne ha eroso il corpo, che in vari tempi è stato riparato con l'inserzione di piccoli blocchi di calcare.

Di nuovo restaurata e liberata dalla sabbia al tempo dei Tolomei e degli imperatori romani, fu anche protetta da cinte di mattoni e pietra senza però che fosse raggiunto un effetto durevole. Conosciuta in epoca arava con il nome di Abu el-Hol, fu mutilata nel volto, per fanatismo religioso, da uno sceicco vissuto nel XIV secolo e, al tempo della spedizione napoleonica, dai Mamelucchi, che la usarono come bersaglio per le esercitazioni di tiro con il cannone.

I disegni fatti dai componenti della Commissione scientifica che accompagnò Napoleone la mostrarono completamente coperta nel corpo da una spessa coltre di sabbia.
Nel 1886 Maspero mise allo scoperto la base: in cui il monumento poggiava direttamente al suolo al quale era ancorato. Il mistero del piedistallo rimase quindi insoluto fino al 1938, quando Selim Hassan mise in luce, nella zona antistante la Sfinge, ma un livello più basso i resti di un tempio, perfettamente orientato secondo l'asse est-ovest.

Autore Nova
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