La necropoli di Beni Hasan

A circa 250 km a sud del Cairo, di fronte all'odierna cittadina di Abu Korkas, quando il gebel orientale comincia a delinearsi sempre di più vicino alla campagna irrigata, già i membri della spedizione napoleonica si spinsero fino a mezza costa; lassù la visuale spazia sulla valle e sul fiume e si perde nel riverbero del Deserto Libico, rivelando in uno sguardo il "miracolo" dell'Egitto. Una brevissima terrazza, che collega la fila di tombe rupestri che ha preso il nome dalla famiglia araba dei Beni Hasan.

La struttura delle due tombe pressoché identica: la facciata si offre alla vista come al fondo di un cortile aperto; il fondo è la parete rocciosa stessa, nella quale si è ricavato, scavandola, il vestibolo di accesso al porticato.

Dal vestibolo attraverso la porta centrale si accede alla camera quadrata, divisa in tre navate da quattro colonne poligonali, con soffitto a falsa volta. In asse con l'ingresso, sulla parete di fondo, che è quella orientale, una nicchia profonda ospitava le statue dei defunti e ormai perdute. Nella seconda tomba era stata tagliata per fare un'altare, quando lo speos fu occupato dai Copti come chiesa. Le pitture delle camere furono riprodotte in belle tavole dai disegnatori dell'Ottocento e rimangono per ora l'unica fonte di riferimento.

Autore Nova
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