La Mastaba di Ti

La scoperta più importante in assoluto dell'anno 1860, venne dallo scavo di una mastaba la cui presenza era stata già individuata già da tempo, non lontana dalla via monumentale che portava al Serapeo e visibile dalla casa di Marinette: la Mastaba di Ti, ricco e nobile funzionario vissuto fra il regno di Neferirkara e quello di Niuserra, nella seconda metà della V dinastia.

La tomba non solo restituì uno dei più interessanti complessi funerari privati di quell'epoca per l'ampiezza e l'articolazione dei vani interni, ma anche una grande quantità di rilievi parietali, perfettamente conservati anche nei colori, che per la loro bellezza hanno giustamente reso famosa la tomba e ne hanno fatto tappa d'obblico per i visitatori di Saqqara.

Da un porticato a due pilastri, che è quasi impossibile tenere sgombro dalla sabbia e a cui si accede ormai scivolando un po' faticosamente sul piano inclinato di una specie d'imbuto, si passa in un cortile delimitato da un armonico porticato a una pianta quadrata, costituito da dodici pilastri; da un angolo di questo, attraverso due ambienti stretti e lunghi, si accede a due cappelle d'offerta.

E' questo il vano che Marinette e gli altri scavatori individuarono i rilievi più raffinati che mai avessero osservato, in una composizione estremamente complessa e armonica con varie scene si alternavano nei vari pannelli.

Autore Nova
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