La Barca di Cheope

Nel 1920 Reisner, mentre stava ripulendo una necropoli di Giza, quattro buche tagliate nella roccia a forma di barca, trovò frammenti di legno dorato e pezzi di funi: chiari resti di imbarcazioni.

La cosa era molto interessante, soprattutto se messa in relazione con un ritrovamento avvenuto nel 1894 a Dahshur, dove de Morgan aveva scoperto, in una specie di capannone in mattoni crudi presso una delle piramidi della XII dinastia, sei barche di legno lunghe dieci metri. L'usanza delle barche sepolcrali, che fino a quel momento aveva trovato testimonianze solo in tombe del Medio Regno, era ora confermata anche per l'Antico.

Più tardi, nel 1939, W. B. Emery trovò a Saqqara, presso alcune tombe della I dinastia, alcune costruite in mattoni di fango stuccati a forma di barche.
La barca di Cheope era stata parzialmente smontata, ma il fasciame, sostenuto da pali e grosse assi in legno locale di sicomoro era stato riassettato in modo che desse l'impressione di uno scafo ancora intatto.

Le parti della prua e della poppa, che terminavano con una colonna papiriforme separate dal resto, erano state appoggiate contro le pareti, mentre i dodici remi, di cui due maggiori usati come timoni, erano stati posti sul ponte insieme ai pali di sostegno di una cabina di coperta, con stuoie, attrezzi e rotoli di corde.

Il paziente lavoro di consolidamento e restauro seguito dalla ricostruzione restituì una barca lunga 43 metri, larga 6 metri e pesante circa 40 tonnellate.

Autore Nova
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