L'area sepolcrale di Sekhemkhet

Mentre Lauer lavorava al complesso di Gioser, nel 1951 il Servizio delle antichità nominò conservatore per la zona di Saqqara un giovane archeologo egiziano: Zakaria Goneim. 

Un giorno, osservando alcune fotografie aeree della regione, questi notò che a sud-ovest del reginto di Gioser la coltre di sabbia lasciava intravedere un altro complesso del tutto simile a quello di Gioser.
Nell'ottobre del 1951 i saggi confermarono la presenza di un recinto delimitante un'area calcolata intorno ai dieci ettari, al centro della quale furono riconosciute le fondamenta di una piramide a gradini.

Purtroppo i fondi messi a disposizione erano finiti e bisognò aspettare il novembre del 1953 per organizzare lo scavo. La prima cosa che sembrò opportuno fare fu mettere a nudo gli spigoli della piramide per poterne determinare le misure.

Risultò così che essa aveva una pianta quadrata e occupava una superficie di poco superiore a quella di Gioser. Costruita con piccoli blocchi rozzamente squadrati di pietra locale legata con l'argilla, non presentava rivestimento esterno e la sua altezza si fermava a circa sette metri. Tutto faceva pensare che si trattasse di un'opera incompiuta.

Le ricerche furono concentrate nella zona a nord dove si pensava che dovesse essere l'ingresso agli appartamenti sotterranei. Il lavoro di sgombero permise di localizzare un vasto terrapieno, costituito da materiali di rifiuto.

Autore Nova
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