Giglio di mare - Pancratium maritimum

Due minuti di natura a ridosso del mare e assolata, che lascia il segno, scuote e imbarazza, per dolce connaturata essenza dell'essere, rasente la consapevolezza. Di una naturalità tale da riuscire altrettanto poco naturale ragguagliare senza sganciare schemi e preconcetti innaturali di sorta.

Quella nel video è una pianta protetta, che cresce spontaneamente anche sulle dune costiere dei litorali italiani.

Gigli di mare, così questi fiori son chiamati, o scientificamente Pancratium maritimum secondo il genere e la varietà che li contraddistingue. Sembrerebbero forse meno belli, meno in vista o vistosi, dei gigli comunemente noti, e, se pur somiglianti a questi, sono di tutt'altra famiglia e specie. A ben guardarli però, con sorpresa, scorgi quel non so che ancora di speciale da valerne più che la pena il restarne ammirati.

Di una naturale connaturata bellezza, frastagliata nel vento e in esso impressa, dal vento smossa o in un tutt'uno con esso. Rimbomba come un frastuono che non si placa, e lì in mezzo li trovi, scomposti in tutto un insolito fascinoso scompiglio, vestiti dai begli ornamenti, da farsi ammirare ammirati.

Simili ai narcisi, narcisi di mare son anche chiamati. Di un candido pallore, il bianco petalo si spettina al ciel sereno. Se pur e forse per questo dai grandi frutti velenosi. In un abbraccio con le lunghe foglie, il robusto e verde stelo sul terreno sabbioso si scatena negli incessanti vortici e specchia in simbiosi col vento.

Se ne stanno in realtà come in disparte, quasi nascosti, tra i cespugli irti e i sentieri spinosi nei pressi del cicalio marino e le strida ridenti e distanti dei bagnanti. Così piace, a chi non è fatto per farsi ricercare men che meno apprezzare piuttosto semplicemente giova del suo essere fiore. Che, tanta l'essenza dell'essere, stupisce anche noi un fiore c'insegni qualcosa.

Autore eclidor
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