Corylus avellana – Caratteristiche

Famiglia: Betulaceae. Luogo d'origine: Europa.

Descrizione: Arbusto alto fino a 4-5 metri, con numerosi pollini da un unico ceppo che danno conformazione cespugliosa, ramificato fin dalla base in maniera assurgente, con fogliame denso e caduco. La corteccia bruna e macchiata da giovane e obovato-cordate alla base, lunghe 5-12 centimetri, sono alterne e con piccioni pelosi, doppiamente dentate, pelose e verde scuro nella parte superiore, vellutate e più chiare in quella inferiore, con apice acuminato e nervature rilevate.

Pianta monoica con fiori unisessuali maschili ad amento, pendenti e lunghi 2-8 centimetri. Già presenti in autunno, si colorano di giallo in inverno inoltrato. Il frutto è un achenio globoso e appuntito, protetto da brattee laciniate campanuliformi aperte alla sommità e carnose alla base, che diventano deiscenti alla maturazione; la forma fa derivare il nome del genere dal greco "korys" cioè elmo. Le nocciole sono presenti solitarie o riunite a gruppo, e cadono spontaneamente alla maturazione. La pianta cresce spontanea nelle siepi, nei boschi, nelle vallate umide dalla pianura alla zona montana fino ai 1400 metri. Nelle regioni mediterranee e insulari è limitata alle stazioni umide e ombrose del sottobosco montano.

La fioritura precoce rende il nocciolo prezioso come pianta mellifera all'inizio della primavera. Prezioso deve essere stato già nell'era terziaria, poiché i reperti fossili ne testimoniano la presenza e l'utilizzazione. Il nocciolo ha avuto un'ampia diffusione come pianta pioniera per riequilibrare o costruire la la foresta di latifoglie, ed è coltivato dall'uomo sin dall'antichità per l'edulità e la bontà dei frutti, ricercati anche da piccoli roditori e uccelli. Il nocciolo cerca la luce e predilige un terreno fertile e profumato.

Autore Nova
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