Conosciamo l'alfabeto brahmì e il sanscrito

L'alfabeto brahmì è una scrittura asiatica dalla quale ebbero origine le scritture delle popolazioni di etnia indiana (India, Thailandia, Birmania, Sri Lanka, Kerala, Pakistan, Andhra Pradesh, ecc). Le sue origini e la sua diffusione sono strettamente collegate all'espansione del Buddismo e dell'Induismo, il primo ritrovamento di tale scrittura risale al 269-231 a.C. con i documenti epigrafici "Editti di Aśoka" e su alcune monete dell'epoca, ma non si hanno documenti che accertino le origini esatte dell'alfabeto.

Secondo la mitologia hindi venne creato da Brahma (divinità indi predisposta alla creazione dell'universo materiale) dal quale prese il nome.

L'alfabeto è composto da 23 segni, di cui 12 sono vocali, 2 suoni accessori, 7 consonanti che a loro volta presentano ciascuno 5 differenti pronuncie che possiamo dividere in: velari, palatali, retroflesse, dentali, bilabiali.

Vediamo ora nel dettaglio i segni di questo alfabeto:

अ, आ, इ, ई, उ, ऊ, ऋ, ॠ, ऌ, ॡ, ए, ऐ, ओ, औ, अं, अ, क, च, Cट, Ṭत, Tप, ख, छ, Chठ, Ṭhथ, Thफ, ग, Gज, Jड, Ḍद, Dब, घ, झ, ढ, ध, भ, ङ, ञ, ण, न, म, श, ष, स, ह, य, र, ल, व.

(Elencate nell'ordine soprastante).

Ad oggi esiste anche un sistema di translitterazione chiamato IAST (International Alphabet of Sanskrit Transliteration) usato per stampe e testi in formato elettronico per facilitare la comunicazione tra le diverse popolazioni.

Secondo le tradizioni sanscritiane, possiamo sentire il Brahmì cantato, infatti anche i bambini di etnia indi che imparano l'alfabeto a scuola, lo fanno tramite filastrocche si puó collegare questa tradizione alle tradizione buddistiche e induiste.

Autore Karolina
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