5 opere d'arte di valore inestimabile distrutte per errore

Esempi eclatanti che riassumono l'incompetenza e l'improvvisazione di alcuni individui nel comprendere l'arte, il suo profondo passato e l'importanza che racchiude il suo significato.

Dagli storici atti vandalici di Laslo Toth che nel 1972 inflisse diversi colpi di martello alla Pietà di Michelangelo posta in Vaticano, deturpando il volto della madonna e procurando molte fratture interne al marmo che in superficie si spezzò in circa 50 micro frammenti, agli inopportuni e rudimentali approcci di restauro da parte di una parrocchiana di 81 anni che, su un affesco realizzato nel 900 da Elias Garcia Martinez e conservato in un santuario Spagnolo, ridipinse e ridecorò il volto del soggetto dandogli un aspetto caricaturale e certamente poco accademico che, paradossalmente, incrementò la notorietà dell'opera in tutto il monto, portando milioni di turisti in visita al luogo dell'accaduto ad immortalarsi d'innanzi all'originale restauro.

Oltre a lasciarci basiti (è a dir poco sconcertante la storia dell'uomo che nel 1990 in Olanda spruzzò, con una bomboletta, dell'acido sul dipinto eseguito da Rembrandt nel 1642 dal titolo La ronda di notte) il filmato si pone come forte testamento video sull'evidente inefficacia dell'istruzione artistica e storica in diversi paesi e di come, non soltanto la sbadataggine, possa portare a generare rovinose malefatte che sfociano spesso in danni che non sempre possono essere quantificati in termini economici.

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