23 dicembre 1984 - La strage del Rapido 904

Ha creato sconcerto nell'opinione pubblica italiana la notizia che il processo di appello per la strage del rapido 904 dovrà essere rifatto perché il giudice è andato in pensione.

Il processo che vede come unico imputato il boss dei boss, Totò Riina, in qualità di mandante, deve dunque ricominciare da zero.

Il 23 dicembre del 1984 una bomba collocata all'interno del rapido 904 Napoli – Milano esplode all'interno della galleria di San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino tosco – emiliano. Lo scoppio ucciderà 16 persone, ferendone, alcune mutilate, altre 267.

Le indagini per quella che venne denominata la "strage di Natale" presero una svolta quando si ipotizzò che a decidere la strage fosse stata la mafia siciliana, grazie anche a testimonianze di alcuni pentiti, tra i quali Giovanni Brusca.

Per la strage sono già stati condannati in quattro: il boss Pippo Calò, gli esponenti della camorra Giuseppe Misso, Alfonso Galeota e Giulio Pirozzi.

Oltre al processo sul mandante, Totò Riina, restano molti dubbi sui vari depistaggi avvenuti negli anni. Fatti sui quali non si è mai riusciti a fare piena luce.

Ora il processo al presunto mandante, Totò Riina, dovrà essere rifatto da capo. Dovranno infatti essere sentiti tutti i testimoni ascoltati in primo grado, come previsto dalla Riforma Orlando.

Autore maxsbard
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